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c - Un mondo di segni

c - Un mondo di segni


Riferendosi al sottosistema dell’adattamento classico, si ha la tendenza a privilegiarne l’aspetto fisico e materiale, in effetti, si insiste da lungo tempo nell’assimilarlo esclusivamente alla funzione di soddisfacimento dei bisogni materiali necessari alla sopravvivenza. Sarà, infatti, dal sottosistema dell’adattamento che trarrà origine il sistema economico.

Appare con tutta evidenza, a questo punto, una delle contraddizioni principali di tutto il sistema, poiché mal si concilia la valorizzazione di un intorno distinto da quello meramente fisico con la costante riduzione, operata dai mass-media e da gran parte delle istituzioni, della cultura ad una specie di serbatoio costituito da valori, ideali, simboli ecc., e fungente unicamente da struttura motivazionale dell’essere umano. Infatti, sempre più spesso viene considerata come acquisita l’esistenza dei valori e delle norme, senza però interrogarsi sulla loro origine, sul loro processo creativo e sulla loro evoluzione. Allo stato attuale della ricerca sociale, invece, si cercherà di evidenziare il carattere eminentemente attivo della cultura. In tal senso, si rammenterà come i fatti non possano essere compresi se non come rivelatori dei valori che esprimono e che danno loro un senso; mentre, dal canto loro, i valori non sembrano trovare nessun altra manifestazione oltre i fatti che li incarnano. Ed, in definitiva, tale costante e reciproco riferimento dei fatti ai valori appare coinvolgere tutto il dominio sociale, fornendo le modalità particolari dell’affermazione, gli stili del linguaggio ed il comportamento. Infatti, l’uomo non vive in un mondo di cose, ma in un mondo di significanti. Le realtà materiali, quando entrano in questo mondo, vi ricevono una nuova qualificazione; il passaggio dall’ordine fisico, chimico o biologico all’ordine umano implica ogni volta una riconversione. Ogni oggetto riceve una nuova designazione, in funzione del proprio posto nel sistema dei mezzi e dei fini, costitutivo della realtà umana. Non esiste una realtà semplicemente naturale, poiché il mondo umano è un mondo di valori, nel seno del quale esistono anche infinite relazioni simboliche. Nell’insieme, gli elementi materiali di una data situazione non sono altro che delle condizioni di possibilità, il cui effetto è sottoposto al loro intenzionale ripescaggio da parte della coscienza e dell’attività umana.

Tra le caratteristiche specifiche dell’essere umano figura la capacità di sfuggire ai determinismi naturali, e di costituire un ordine nuovo nel seno stesso della natura, retto da dei principi e da delle strutture che l’uomo stesso ha inventato. Il linguaggio ed il pensiero sono i fattori determinanti dell’istituzione della vita sociale, la cui esistenza introduce delle nuove diversità tra gli uomini, persino suscettibili di rimettere in forse le caratteristiche anteriormente esistenti. La distinzione, nell’esistenza umana, tra ciò che è naturale e ciò che è propriamente culturale tende ad attenuarsi nell’analisi, di modo che la linea di demarcazione diviene indeterminabile.

In effetti, le diversità tra la società e la natura, concepite come misura della distanza che separa la prima dalla propria origine in quest’ultima, in realtà si rivelano come differenze della società rispetto a se stessa, nei diversi stadi del proprio sviluppo. In breve, non esiste natura prima della cultura, non esiste uomo prima dell’uomo, poiché non lo si troverà preesistente a se stesso nel modo biologico prima del suo manifestarsi nel modo non biologico. Concretamente l’uomo è sempre stato presente nella natura come essere sociale e nella società come essere naturale. Infatti da un punto di vista biologico, la natura di ogni specie, tra cui l’umana, rappresenterà il proprio modo particolare d’esistenza, il proprio essere nel mondo, la propria cultura.

La natura fornisce, senza dubbio, delle primordiali possibilità, ma l’avventura culturale inizierà con la riorganizzazione di queste possibilità, in seconda lettura ed in virtù di quel diritto di iniziativa che costituisce l’attributo fondamentale dell’umanità.

In conclusione, si sottolinea come la crisi attuale delle scienze umane mostra di corrispondere all’avvento di una nuova era del sapere. Nonostante, nel passato, la metafisica, sostituendosi alla teologia, abbia costituito un ostacolo nella costituzione della scienza dell’uomo, i limiti propri allo scientismo sembrano restituire all’essere umano una specifica vocazione metafisica, riconoscendo di sua esclusiva competenza il rilevare il piano d’insieme degli esseri e delle cose. In effetti l’uomo non potrà affrancarsi dalla metafisica poiché è, per essenza, un essere metafisico, sottoposto a numerosi condizionamenti e costretto a negoziare con loro e, dunque capace di sfuggirne, giacché è solo a lui che incomberà la definizione del senso della propria vita e dei valori da seguire.

Apprendimento

L'apprendimento (by Angelo Cacciola Donati)

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