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1.3 – L'azione nel mondo della complessità
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L’analisi precedente evidenzia una certa dottrina del progresso, basata direttamente su di un ideale di dominazione sulla natura, sovente degenerante in una statica mitologia. In tale contesto, qualsiasi cambiamento, astratto dalla propria connotazione sociale e dalle proprie finalità umane, diviene una mera illusione, il perverso infinito della ripetizione meccanica. Mentre ed invece, il fondamentale fatto umano deve considerarsi nell’attestazione di una presenza. Per esempio, vedere un viso non è solamente decifrare un insieme di linee geometriche, di organi biologici, una configurazione materiale ma è, anche, percepire un’esistenza incarnata, il cui senso espressivo sempre anima gli elementi che la manifestano. Così pure, l’interpretazione di ogni manifestazione della vita personale, rinvia sempre ad un insieme significante ed, in definitiva, il movimento umano, per divenire veramente intelligibile, deve essere compreso in funzione della realtà umana che in lui si afferma, e non solamente secondo dei principi astratti.

Forse, così potrebbe rappresentarsi l'azione nella complessità:

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Nella scienza, i risultati significativi sono il risultato delle interazioni tra numerosi tipi di variabili, benché, nella pratica corrente della ricerca, queste siano assunte in un numero limitato. Tale prassi ha condotto a costruire delle teorie che analizzano e studiano le interazioni di un numero estremamente limitato di fenomeni e incognite, mentre, nella realtà, intervengono numerosi tipi di variabili, influenzandosi reciprocamente e stabilendo inusitati legami tra di loro. In definitiva, dalla scarsa considerazione della realtà nella sua complessità risulterà, una frequente assenza di pertinenza e, quindi, di valore empirico. D’altra parte, le variabili non assunte nelle modellizzazioni, non sono solamente trascurate ed ignorate, ma vengono normalmente considerate come costanti; favorendo così la dissimulazione dei fenomeni reali. E’ questo, in effetti, il ruolo svolto dalla celebre clausola “ceteris paribus” (ogni cosa restante uguale tra l’altro). Anche se, nella realtà dei fenomeni in questione, ben poche cose restano eguali e stabili. Sarà per simili motivi che occorrerà non farsi tentare dalle soluzioni semplificatrici consistenti nel ridurre a modelli ciò che è considerato come essenziale, ponendo tra parentesi le incidenze laterali.

Il sistema dell’azione di Parsons, presente alla base di gran parte della teoria economica attuale, è condizionato dai limiti appena evidenziati, infatti, al suo interno l’esistenza umana sembra ridursi al gioco di un piccolo numero di variabili, assunte come essenziali e comprensive della realtà. Ma non solo, poiché la sottostante idea dell’equilibrio impedisce di vedere come, nella realtà, ogni atto, ogni gesto, ogni azione conduca ad un inevitabile mutamento, anche se apparentemente impercettibile, nell’intorno dell’attore.

Il sistema complesso

Negli anni più recenti, gli scienziati hanno approfondito la scoperta che il mondo “... non è più simbolizzabile dallo stabile e periodico moto planetario che era il cuore del meccanismo classico. Ma è, bensì, un mondo di instabilità e fluttuazioni, artefice ultimo di un'infinità di varietà e ricchezza delle forme e delle strutture che possiamo osservare nella natura che ci circonda.” (3). Infatti, per sopravvivere, le cellule, gli organismi, gli ecosistemi, devono poter rispondere con continui cambiamenti alle modificazioni non prevedibili dell’ambiente esterno, ivi comprese quelle determinate da altri esseri viventi. Batteri, virus, piante, animali, vivono quindi di casualità, di disordine e di imprevedibilità, oltre ad essere strutturati con intricate reti di interazioni fra le parti e con uno scambio continuo di materia ed energia con l’esterno; producendo ordine secondo un progetto che cambia continuamente proprio come cambia, di momento in momento, il nostro cervello, apprendendo, assimilando, costruendosi.

I sistemi complessi sfidano i canoni positivisti di descrizione, predizione e spiegazione ed il loro comportamento rappresenta il risultato dell'interazione dinamica nel tempo tra le loro componenti costitutive, manifestantesi come somma di tali interazioni. L'instabilità ed il disordine non sono solamente molto diffusi in natura ma, bensì, sono essenziali per l'evoluzione dell'universo.

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Il big gang

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