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    a - Il sistema dell’azione nella concezione dominante    

1.1 - L'azione umana


Per evitare, come detto in precedenza, ogni arbitrarietà nella definizione dell'essere umano, ci concentreremo sugli atti concreti e sulle azioni di quest'attore privilegiato. E' necessario ricordare come, nel corso degli ultimi due secoli, anche questa dimensione non sia sfuggita alla scienza ed alla filosofia dominante: pillole di psicoanalisi, ardite strutture matematiche e studi di organizzazione aziendale hanno cercato di standardizzare l'azione umana, in modo da renderla compatibile con l'attuale sistema economico-sociale. Ciò nondimeno è di cruciale importanza discernere il gioco d'insieme di questi studi, perché foriero di un'inedita capacità di dominio e manipolazione sulle popolazioni odierne.

 

a - Il sistema dell’azione nella concezione dominante

Premetteremo che l'astrazione simbolica non è altro che un aspetto particolare della realtà oggettiva, dove le semplificazioni e definizioni saranno utilizzate per la trasmissibilità di concetti complessi come quelli relativi all'azione umana.

Talcott Parsons, professore presso dal 1927 al 1973 presso l'Università di Harvard, rappresenta senz'altro la punta di diamante della riflessione teorica sull'azione, ponendo le basi per assiomi e teoremi sul comportamento umano che sono ancor oggi utilizzati dai governi e dalle imprese di tutto il mondo.

Pertanto, partiremo dalla sua nozione di azione (2), intesa come ogni tipo di condotta umana motivata e guidata da un senso che l’attore sembra scoprire nel mondo esteriore, attraverso un costante confronto. L'attore è un essere-nella-situazione, dato che la sua azione consisterà sempre nella lettura e nella pronta reazione ad un insieme di segni percepiti nel proprio ambiente. L’ambiente dell’essere umano risulta quindi costituito dall’ambiente fisico, all’interno del quale questi sviluppa la propria azione, cioè: gli oggetti materiali, le condizioni climatiche, la geografia e la geologia dei luoghi ed, anche, l’organismo biologico nel caso dell’attore individuale. Anche se, all'interno di quest'ambiente, l’oggetto privilegiato dell’azione risulterà essere quello sociale, ovverosia gli altri attori, e nel qual caso diverrà più opportuno parlare di interazione.

Esiste, però, un’altra categoria di oggetti sociali privilegiata: gli oggetti culturali o simbolici che, dando dei significati alla realtà, rivestiranno l’azione umana di simbolismo. Sarà, in effetti, grazie ai segni ed ai simboli, se l’attore conoscerà e percepirà il proprio ambiente, oltre a essere posto in condizione di valutarlo e a manipolarlo. Inoltre, il simbolismo, nella sua dimensione di linguaggio, diverrà indispensabile in tutte le forme di comunicazione tra gli attori.

L'aziobe umana e il suo intorno

Affinché un sistema dell’azione esista e si mantenga nel tempo, deve necessariamente soddisfare certi bisogni elementari. In effetti, la funzione di un sistema vivente, se da un lato appare corrispondere ad un insieme d’attività destinate a rispondere a dei bisogni e a delle necessità proprie, dall'altro implicherà sempre delle attività e dei cambiamenti che non potranno prodursi aleatoriamente, ma bensì ubbidiranno a determinate modalità ed a certe regole.

Concretizzando, in ogni sistema dell’azione possono individuarsi quattro funzioni elementari. Innanzitutto, l'”adattamento”, ovverosia quell’insieme di unità-atto necessarie per stabilire delle relazioni tra il sistema dell’azione ed il proprio ambiente esterno. Più precisamente, l’adattamento consisterà nell’intento di procacciarsi nell’ambiente esterno le diverse risorse di cui si ha bisogno e nell’offrire, in contropartita, dei prodotti provenienti dal sistema dell’azione stesso. Il “perseguimento dei fini”, invece, designa la seconda funzione ed include al suo interno tutte le attività intraprese nello scopo di fornire delle finalità al sistema, mobilizzando e gestendo le risorse e l’energia necessaria a conseguire le gratificazioni ricercate. Sarà precisamente la capacità di fissare delle finalità e di perseguirle metodicamente a distinguere il sistema dell’azione dai sistemi di altro tipo. Ancora, in ogni sistema dell’azione, certe unità-atto sono destinate a stabilire dei controlli, a inibire le tendenze alla devianza, a mantenere la coordinazione e la coesione tra le parti, evitando così delle perturbazioni troppo profonde. Definiremo questo insieme con il termine di “integrazione”, avente la funzione di mantenere la stabilità nel sistema. Si ritroveranno al suo interno tutte quegli atti tendenti a proteggere il sistema dai cambiamenti troppo bruschi e dalle perturbazioni maggiori e in grado di mantenere la coerenza o la solidarietà tra gli elementi, indispensabile per la propria sopravvivenza e per il proprio funzionamento. Infine, ogni sistema dell’azione avrà bisogno di un insieme d’unità-atto capaci di assicurare la motivazione degli attori. Si tratterà, in qualche modo, della costituzione di una riserva di motivazione; una riserva che dovrà anche costantemente rinnovarsi per soddisfare la continua domanda da parte del sistema dell’azione. Costituendo, così, una specie di sistema di canalizzazione utile sia per l’accumulazione di energia sotto forma di motivazione, sia per la sua successiva diffusione. Definita come “latenza”, quest’ultima funzione rappresenta il punto di contatto tra il sistema dell’azione e l’universo simbolico e culturale. Tale universo, infatti, sembra appartenere al sistema d’azione in un modo particolare: fornendo simultaneamente i simboli, le idee, le forme espressive ed i giudizi indispensabili per suscitare e per indirizzare le motivazioni più profonde dell’azione umana.

Paradigma funzionale azione

Lo schema delle dimensioni funzionali del sistema dell’azione ci permette di precisare un altro punto, ovverosia il fatto che l’azione, nell'ambito sociale, appare implicare necessariamente l’intervento di quattro sottosistemi: l’organismo biologico, la personalità, la cultura ed il sistema sociale. Giungendo, inoltre, alla conclusione che questi quattro sottosistemi si situino, l’uno rispetto all’altro, secondo l’ordine descritto dal precedente schema funzionale. Più precisamente, si ricorderà come l’organismo biologico corrisponda alla funzione d’adattamento, stabilendo delle relazioni di base con l’universo fisico, sia per adattarsi, sia per manipolarlo e sia per trasformarlo. La personalità psichica, invece, corrisponderebbe alla funzione di perseguimento dei fini. Sarà, infatti, nel e per il sistema psichico che verranno definiti degli obiettivi e che le risorse e l’energia potranno essere mobilizzate per il conseguimento delle finalità prestabilite. Il sistema sociale, d’altro canto, si identifica con la funzione d’integrazione, creando delle solidarietà, proponendo delle lealtà, fissando dei limiti ed imponendo delle costrizioni. La cultura, infine, appare assimilabile alla funzione di latenza e avrà il compito di fornire agli attori gli elementi di motivazione ed di supporto per l’azione, attraverso le norme, gli ideali, i valori e le ideologie da lei proposte o imposte.

L'azione sociale


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